Tavolo noce e resina

Tavolo noce e resina

Al giorno d’oggi il legno massello è tornato di moda in pieno nelle case, e la lavorazione più naturale è – più il mobile diventa caro. Questa cosa ha attirato la mia attenzione da hobbista appassionato al legno.
Tutti noi almeno una volta nella vita abbiamo sentito parlare della resina epossidica e prima o poi cominciamo a guardare diversi video/foto dei oggetti e mobili, fatti con la stessa. Solo i falegnami tradizionali la ignorano per vari motivi.


Su internet ci sono un sacco di spiegazioni di che cos è questa resina e sui siti delle ditte-produttrici c’è sempre un manuale per come si usa ma c’è davvero poco scritto in parole pratiche ed adesso sfruttando l’occasione,di condividere con voi la mia esperienza con la resina.
Tutto è cominciato proprio da come ho scritto sopra – dalle foto viste per caso e poi dai video della lavorazione.

Mi era venuta voglia di “salire di livello” e farmi un tavolo, visto i prezzi da 2000€ in su, ho cominciato a capire il PERCHÉ queste cifre sono così alle stelle, nonostante nei video sembrava una stupidata: prendi le tavole, dai una pulita, fai su una semplicissima cassa-forma con quattro viti, mischi resina, versa in mezzo, aspetta un po’, una levigata ed ualà! Un Tavolo! Sapete cosa vi dirò? COL CAVOLO!
Dopo della voglia e curiosità è venuta la realtà. Ho cominciato costruire un piano e farmi un idea cosa mi serve e da dove cominciare.
Per primo ho cominciato le ricerche delle tavole. Già su questo mi sono perso dalla vasta gamma delle essenze. Mi ero innamorato nella graziosità del noce. Le tavole più vicine le ho trovate da un privato a 100 km da casa ma questo non mi ha fermato, e sono partito per prenderle.
P.S. (un consiglio: se volete risparmiare – cercate proprio dai privati. Sui siti delle aziende di mestiere pagherete il doppio.)
Per fortuna ho avuto la possibilità di scegliere le tavole. Ovviamente mi sono comportato da ignorante pensando “wow! Prendo le più larghe che ci sono! Che si trovano proprio al cuore del tronco (MAI PIÙ) senza sapere cosa succede quando la tavola non molto asciutta comincia asciugare durante lavorazione e cambiando ambiente.

tavole grezze in legno di noce

Le misure erano 210x52x5 cm.
Il giorno dopo le ho portate da un mio conoscente falegname “di una volta” per calibrarle. Nel parlare gli ho fatto vedere il mio progetto (un esempio del tavolo con la resina) lui si è allontanato da me dicendo “il diavolo con l’acqua santa”. Da lì ho capito che lui non andrà nel futuro e resterà sempre “il falegname tradizionale “.
Il mio primo errore è cominciato da qui -perdere lo spessore senza ancora cominciare la lavorazione. L’imbarcatura delle tavole c’è sempre e di conseguenza ho perso 1 cm di spessore ancora senza resina.
Dopo qualche giorno le tavole le ho messe sui cavalletti e ho iniziato la preparazione riempendo ogni buco e ogni crepa con la resina epossidica. Ero talmente impaziente che dopo riempimento ho dato una pennellata solo da un lato della tavola e ho lasciato asciugare ammirando il colore del legno, senza sapere che ASSOLUTAMENTE NON SI PUÒ! Non si può coprire un solo lato, bisogna agire su tutti due lati, solo così umidità si assorbe uniforme e la resina, una volta asciutta – tira tantissimo – non storge la tavola

Le tavole si sono assottigliate, dopo qualche giorno Ero entrano in garage e mi sono fatto prendere dal panico! ho trovato quella tavola imbarcata ad arco!
Volete vedere una vera disperazione? Eccola 😄

Ho cominciato “la rianimazione”. Sfogliando il sito uno dopo altro nella ricerca di come si può raddrizzare una tavola – ho provato ogni consiglio che era scritto: dal ferro da stiro a gli stracci bagnati e vaporella e mettere sotto tensione con le cinghie dalla parte opposta dell’imbracatura. La tensione della mia cinghia era talmente forte che se si spaccava – buttava giù i muri del mio garage! La tavola era piegata con un dislivello di 8mm ma il giorno dopo è successo un miracolo.. sono riuscito a recuperare ben 5mm! Ero il più felice del mondo. Ho lasciato asciugare ancora una settimana con la cinghia in modo che si stabilizzasse, tirando via gli stracci bagnati.
Alla fine della preparazione delle tavole il passo successivo era mettere le tavole in cassa-forma e fare due calcoli quanta resina mi serviva. Avevo bisogno di ben 15kg di resina. La resina ho usata della marca RESIN PRO, dove ho trovato anche un pigmento speciale fosforescente che si illumina al buio. Mi sembrava eccezionale di vedere il tavolo anche al buio. Il processo della colata è durato una settimana con la asciugatura completa della resina.

Volevo la superficie perfettamente dritta perciò ho portato ancora a calibratura.

Le gambe ho deciso di farle su misura e ho pensato di fare anche quelle insolite. Sempre con la mia figlia affianco le abbiamo preparate e verniciate con la vernice per ferro colore nero lucido

il Fissaggio l ho eseguito con integrazione nel piano dei bussolotti esagonali.
La definizione del piano dopo calibratura l’ho fatto con ancora una mano a pennello con resina.

Ed eccolo il risultato

Ora quando vengono ospiti – non devo pensare per come farli divertire aspettando i pasti, tutti sempre impegnati a guardare le venature del legno e la profondità del nodi sotto resina. La cosa più importante che ho creato con le mie mani un’altro oggetto unico per casa nostra.
Buona creazione a tutti

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